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PRESIDENTE CONTE, PARLIAMO DI LEGALIZZAZIONE

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte 

La crisi economica causata dall’emergenza coronavirus richiede risposte strutturali: per questo crediamo sia il momento che il tema della legalizzazione venga affrontato in modo serio e responsabile. E considerato per quello che è: un’opportunità di creare nuove imprese e posti di lavoro, e di sottrarre potere economico alle mafie.

Secondo la Direzione nazionale antimafia il mercato delle droghe in Italia vale 30 miliardi all’anno. Profitti che ogni anno vengono riciclati  in buona parte in attività economiche legali. I narcotrafficanti sono già oggi tra i maggiori azionisti dell’economia lecita che opera alla luce del sole. Il rischio è quello di ritrovarci in un sistema nel quale i beni e i servizi che acquisteremo, i supermercati dove andremo ogni giorno, i ristoranti in cui ceneremo, il lavoro che avremo, saranno in larga parte forniti dall’emanazione di associazioni criminali. 

La cannabis è la sostanza stupefacente meno pericolosa, e il suo uso massivo – sono almeno 6 milioni gli italiani che la consumano – è paragonabile ad alcol e tabacco. Regolamentare la produzione, vendita e consumo di questa sostanza sarebbe un atto di buonsenso che gioverebbe notevolmente alla nostra economia. 

La legalizzazione porterebbe nelle casse dello Stato fino a 7,5 miliardi di euro all’anno, tra gettito fiscale e imposte sul reddito degli addetti al settore. E creerebbe fino 350mila nuovi posti di lavoro, tra lavoratori stagionali e personale addetto alla vendita. A queste cifre vanno aggiunti, infine, i risparmi che lo Stato ricaverebbe dalla repressione: circa 600 milioni all’anno tra spese per forze di polizia, processi e carceri

Sono cifre che in un momento come questo non possiamo continuare ad ignorare.

La Global Commission on Drug Policy nel suo Rapporto 2020 ha espressamente scritto: “Le politiche proibizioniste degli Stati, concentrate sui criminali di basso livello e sui consumatori, hanno gravemente danneggiato la salute pubblica, violato i diritti umani, sovraccaricato il sistema della giustizia penale e sprecato risorse inestimabili che avrebbero dovuto essere impiegate nel colpire i più importanti gruppi della criminalità organizzata”.

Chiediamo dunque a Lei, Presidente che il tema della legalizzazione venga messo all’ordine del giorno nel dibattito sulla ripartenza economica dell’Italia.

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Medica

Per aumentare la ricerca scientifica sui possibili usi e rendere più semplice curarsi ai pazienti che ne hanno diritto.

Industriale

Per rendere certe le regole per chi investe e creare nuove possibilità di impresa

Libera

Per liberare i tribunali e impegnare le forze dell’ordine nella lotta al narcotraffico invece che in quella ai consumatori. E anche per avere maggiore sicurezza sulla qualità della sostanza.