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Cronache della Green Rush – Terzo Episodio

2 Aprile 2020 Redazione Comments Off
Ogni episodio del blog è corredato da un album di musica che ho sentito risuonare nei campi americani durante il raccolto e da alcune foto originali che ho scattato negli anni che vi ho trascorso. L’intento è quello di creare un’esperienza multisensoriale che possa catapultarvi nelle piantagioni della Green Rush.
Fraga USA Cannabis
Riccardo Giorgio Frega

Legalizzare la marijuana è soprattutto una opportunità economica: ne abbiamo discusso approfonditamente negli episodi precedenti di questo blog.

Ma quali sono le categorie professionali che riescono a beneficiarne?
Anche da questo punto di vista c’è poca chiarezza in Italia e credo sia utile approfondire l’argomento perché molte risposte utili a questo quesito ci giungono dai luoghi della Green Rush.
Se è vero infatti che la caratteristica più peculiare dell’Oregon Medical Marijuana Program, ovvero la possibilità per il paziente di delegare la coltivazione delle proprie piante terapeutiche a soggetti terzi, ha consentito il fiorire di migliaia di piccole e piccolissime aziende agricole a conduzione familiare che coltivano solo una dozzina di piante per un solo paziente o pochi più, è indiscutibile che il settore commerciale che ne ha più beneficiato sia quello dei servizi alla cannabis. Passeggiare per le strade di città come Portland o Eugene, per le vie dei piccoli paesi rurali del sud del paese, da una chiara percezione di ciò di cui sto parlando.
Il colpo d’occhio è impressionante. Gran parte delle affissioni pubblicitarie reclamizzano dispensari, prodotti per la coltivazione, derivati della canapa e chi più ne ha, più ne metta: il verde ganja è il colore dominante anche nelle zone urbane dell’Oregon.

Basta quindi una analisi superficiale per rendersi conto che la legalizzazione non è solo un’opzione in più per gli agricoltori di mettere a reddito i loro campi, ma un’ottima opportunità di business anche per chi non ha mai seminato né innaffiato nulla in vita propria.

In grandi città come Portland, ad esempio, i dispensari sono ovunque e sono di ogni foggia e genere. Esistono negozi che assomigliano ad ambulatori medici, rivendite dal look moderno e trendy, negozi ispirati all’immaginario hippie, dove l’arredamento è completamente in legno e tutto ha un aspetto biologico ed organico. Tipicamente a pochi metri da questi dispensari sorgono negozi che vendono accessori e strumenti per l’assunzione, come vaporizzatori da banco o portatili (un business enorme negli USA, il metodo di assunzione preferito soprattutto delle nuove generazioni di consumatori), pipe di ogni forma e colore, ogni tipo di bong mai inventato, contenitori per infiorescenze ed estratti, boccette per gli olii ed una infinità di prodotti tessili e manufatti a base di canapa.

Queste attività commerciali producono un viavai di clienti vivace e variopinto del quale l’intero quartiere finisce per beneficare. Intere zone di grandi città americane, infatti, sono state ripulite e riqualificate da questo fenomeno, ed i prezzi degli immobili circostanti si sono rivalutati anno dopo anno, per la gioia di migliaia di increduli proprietari.

Nelle cittadine delle zone più rurali del paese, dove quindi si concentrano le coltivazioni, innumerevoli spazi commerciali vendono accessori per i trimmers (come forbici, mascherine, vassoi, luci, alcool isopropilico) o accessori specifici per la coltivazione dell’erba (ad esempio macchine per il trim a umido o a secco, essicatori, deumidificatori, lampade, contenitori, reti o schermi per lo scrog): un florido e redditizio commercio del quale beneficiano negozianti, grossisti, distributori ed industrie, anche locali. Se infatti molti prodotti venduti sono d’importazione, sono moltissime le aziende che hanno investito nel nuovo e promettente settore della cannabis producendo tecnologia di ogni genere made in Oregon.

Sono innumerabili infine le attività del terzo settore stimolate dalla legalizzazione. L’Oregon applica un sistema di controllo qualità sulle infiorescenze pre-vendita: pertanto ovunque nel Paese sono nati laboratori specifici per analizzare ed etichettare i prodotti dei coltivatori destinati ai pazienti o ai dispensari. Agenzie assicurative hanno invaso il mercato di polizze specifiche per gli operatori del settore, soprattutto gli stagionali.
Questi ultimi meritano una menzione particolare: ci sono paesi e cittadine che durante la stagione del raccolto, e la seguente stagione del trimming, triplicano o quadruplicano il numero dei loro abitanti grazie alle maestranze che in questo periodo invadono le zone della Green Rush. Tutto ciò a beneficio delle strutture ricettive, dei ristoranti, dei negozi di alimentari, delle agenzie che offrono affitti brevi, degli autonoleggi, e così via.

Credo sarebbe davvero utile se chi mi sta leggendo condividesse il più possibile queste poche righe, basate sulle mie esperienze dirette e maturate grazie ad intere stagioni di vita e lavoro nella west coast, perché credo potrebbero contribuire a far capire a tanti Italiani un concetto banale e scontato, ma che mi rendo conto molti ignorano del tutto: legalizzando la cannabis subito ci guadagneremmo tutti.

Non è roba per un manipolo di fricchettoni col pollice verde.
È un intero nuovo settore commerciale il cui indotto crea ricchezza per l’intera popolazione.

Leggi tutti gli episodi delle cronache della Green Rush, la corsa all’oro verde:

Primo Episodio
Secondo Episodio
Oregon Cannabis 4
Oregon Cannabis
Oregon Cannabis 2
Oregon cannabis 5