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Intervista a Rewell, azienda leader nel settore di prodotti al CBD per sportivi

16 Luglio 2021 Giovanni Brajato Comments Off

1) In Italia fare impresa con prodotti a base di cannabis è estremamente difficile. Quall è la vostra storia imprenditoriale? 

Noi nasciamo come produttori di cosmetici per conto terzi, con specializzazione sulle proprietà del CBD. L’idea Rewell, nata dall’idea appunto del ‘recupero del benessere‘  nasce in quanto socio di Box- Crossfit. Il tentativo è di portare il modello business americano, adattandolo all’Italia, partendo dal Crossfit che è un mondo che conosciamo per poi abbracciare altri sport. Ogni anno in America si svolgono i Crossfit Games, evento mondiale di questa discplina e ci siamo resi conto che negli ultimi anni operano attraverso le sponsorizzazioni aziende che lavorando mondo del Cbd, quindi della Canapa. Ovviamente in Italia è più complesso perchè siamo vincolanti alla normativa nazionale che offre un ventaglio di difficoltà. 


2) Quali sono le difficoltà che avete incontrato?

Primariamente l’impossibilità di promuovere i prodotti sui canali social, facendo così scaturire una limitazione commerciale dell’impresa, nonostante il settore cosmetico sia certamente più normato e salvaguardato rispetto a chi produce infiorescenze di cannabis. L’ altra difficoltà è legata ai servizi di pagamento, come ad esempio PayPal: il bando sugli acquisti è posto sullo stesso olio di canapa, che non possiede alcun principio attivo.

Infine la cattiva informazione del proibizionismo crea un freno nella mente del consumatore, e dunque un disincentivo all’acquisto dei prodotti di questo nuovo settore.

3) Il settore del CBD è in continua crescita da diversi anni. Voi come siete riusciti ad affermarvi con i prodotti a base di CBD per sportivi?

Noi siamo un’azienda molto giovane nel settore della cosmetica per lo sport, siamo nati appena prima della pandemia tra le difficoltà iniziali, legati alle chiusure, in particolare dei luoghi in cui noi operiamo quindi le palestre. Tutti i cosmetici che produciamo sono realizzati in collaborazione con gli atleti di crossfit, per capire dove intervenire per migliorare il prodotto, in linea con le necessità del benessere degli sportivi che ne fanno uso.

4)  Quali sono i benefici del CBD più apprezzati dagli sportivi?

I benefici sono legati alle proprietà benefiche del cbd: è un potente antinfiammatorio e muscolo rilassante. In cosmetica poi ha molte altre proprietà che contribuiscono, ad esempio, a mantenere la pelle giovane e sana, a lenire infiammazioni e problemi cutanei come acne e psoriasi. Nello sportivo capita che la pelle sia infiammata a causa della sudorazione, degli indumenti che si utilizzano, e i cosmetici con le proprietà al CBD sono utili a lenire queste problematiche

5) Nel 2018  l’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) ha tolto il CBD dalla liste delle sostanze dopanti. È arrivato il momento di fare dei passi in avanti anche per il THC? 

Assolutamente si. L’esempio ci arriva dagli sport americani: dal football al basket, in cui ci sono squadre che giocano in Stati dove uso cannabis è consentito. Ovviamente poi ci si ritrova a fare i conti con antidoping che è in contrasto con le normative nello stato in cui si gioca. L’NBA ad esempio a fine 2020 ha tolto la cannabis dalle sostanze vietate per i giocatori, è un passo importante. 

6) Cosa possiamo imparare dal recente caso di Sha’Carri Richardson, la velocista squalificata dalle Olimpiadi solo perché è risultata positiva al THC?

Assurda la notizia, proprio perchè è assurdo essere squalificati anche rispetto alle tempistiche di assunzione e a come vengono svolte le rilevazioni sull’assunzione.  Biden ha commentato che: “le regole sono regole e vanno rispettate, che poi possano essere cambiate è un altro discorso”. Su questo l’America si sta muovendo, e vedremo quale sarà la proposta di legge federale di Schumer. 

7) In che modo lo Sport può mandare in fumo il tabù proibizionista che colpisce la cannabis?

Lo sport rappresenta il benessere, corretta alimentazione e movimento, questa è la miglior cura. Concordo sul fatto che attraverso lo sport è possibile veicolare una corretta informazione sulla cannabis e i suoi estratti che hanno molte proprietà. 

Quindi credo che sia arrivato il momento che alcuni sportivi abbiano il coraggio di fare outing, esporsi, prendere delle posizioni anche in ambito della cannabis. Siamo vittime del sistema del proibizionismo, oggi una persona che dice di aver fumato cannabis rischia di essere giudicato come un poco di buono. 

8) Come ve lo immaginate il futuro di questo settore?

Sono molto ottimista sul settore, in particolare quello cosmetico, sia sul cbd che sugli altri cannabinoidi, perchè è un settore in continua evoluzione. Di recente c’è stato il via libera all’uso della molecola Cbd naturale all’interno dei cosmetici, fino a poco tempo fa era permesso solo quello sintetico. 

C’è poi stata recentemente l’autorizzato all’uso della moleca CBG nei cosmetici, rendendo questo un settore in continua evoluzione, anche se ancora di nicchia ma che ha grandi potenzialità. Le aziende devono fare pressione sui governi per creare delle leggi che consentano di operare in tranquillità all’interno del mercato e di aprire un nuovo mercato, fermo a causa del proibizionismo. 


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