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La Cannabis agli Stati Generali dell’Economia: 100 parlamentari scrivono a Conte

17 Giugno 2020 Redazione Comments Off

Di Federica Valcauda

Il rilancio della nostra economia non può ridursi al mero sussidio, ma deve avere un’impronta più liberare e libertaria anche nei confronti di ciò che fino ad oggi è stato criminalizzato, aprendo nuovi mercati.

Il proibizionismo non ha mai permesso di vedere la Cannabis come un’opportunità, un elemento che visti i suoi molteplici utilizzi potesse avere un riscontro positivo su numerosi settori, sia della vita pubblica che di quella individuale. 

Gli Stati Generali dell’Economia possono essere il luogo giusto per discutere in modo laico di un tema mai realmente dibattuto in Italia; proprio per questo 100 parlamentari hanno scritto una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il cui primo firmatario è Michele Sodano del Movimento Cinque Stelle, per chiedere un incontro con alcune delle principali Associazioni di Categoria. 

L’appello, spinto dall’unione che si sta creando tra gli antiproibizionisti, potrebbe essere un ulteriore passo per andare verso la discussione di una legge, che è necessaria, nonostante la Sentenza delle Sezioni Unite Penali della Cassazione. 

All’interno della lettera sono citati alcuni numeri utili a capire l’importanza della regolamentazione: gli studi del professor Marco Rossi dell’Università degli Studi La Sapienza indicano un beneficio per lo Stato pari a 10 miliardi di euro (2 miliardi di risparmi per la repressione, 8 miliardi di gettito fiscale); gli studi dell’Università di Messina stimano invece un gettito tra i 6 e gli 8,7 miliardi all’anno, con un annesso aumento dell’occupazione. 

Oggi, una legge che apre un nuovo mercato, riuscirebbe a contenere il contraccolpo che stiamo subendo relativo al calo del lavoro: secondo una nota stampa del 3 Giugno emanata dall’Istat, l’occupazione ha subito nel trimestre febbraio-aprile un calo di 226mila unità.  

Riaprire un dibattito che ci porti ad una seria legalizzazione è l’obbiettivo comune, ma questa strada necessita del costante impegno di tutte le forze antiproibizioniste.