Mario Catania Cannabis

Recensione libro: “Cannabis. Il futuro è verde canapa” di Mario Catania

Cosa trovi in questo articolo

La Cannabis è una pianta, ma può anche rivelarsi un ottimo carburante.
Ha caratteristiche di superfood, e con essa è possibile edificare case

È in grado di sostituire plastica e cotone riducendo i costi di produzione e, allo stesso tempo, rappresentare un pregiato prodotto cosmetico. 

La Cannabis presente nei pantaloni indossati da Garibaldi, nelle vele delle navi guidate da Colombo, tra le pagine della Bibbia edita da Gutenberg.
Una cura, uno strumento sacro, un mezzo di intrattenimento e socializzazione.
La sostanza illecita più utilizzata al mondo.
Per argomentare a fondo riguardo la Cannabis sarebbe forse necessaria un’intera enciclopedia.

Mario Catania riesce a fare addirittura di meglio, grazie alla recente ristampa del suo Cannabis. Il futuro è verde canapa, originariamente pubblicato nel 2019 a cura della casa editrice Diarkos. Quasi cinquecento (densissime) pagine, per un autentico compendio di quelle che sono le conoscenze a nostra disposizione circa l’argomento. Una summa, che si segnala inoltre come un prezioso unicum, quantomeno in riferimento al panorama editoriale italiano.   

La trattazione degli argomenti si divide in tre sezioni, ognuna dedicata a un particolare aspetto relativo all’utilizzo di questa pianta tanto polivalente.

Il punto di partenza è costituito dall’approfondimento delle questioni legate alla regolamentazione di consumo, vendita, possesso e coltivazione: mediante statistiche, studi e analisi, accompagnati alle testimonianze dirette dell’autore basate sulle sue esperienze lavorative nelle grandi farm americane produttrici di Cannabis, Catania riesce a fornire una prospettiva quanto mai esaustiva della situazione politica e legislativa a livello globale. Pur focalizzando l’attenzione in particolare sugli avvenimenti nazionali, questa prima sezione è arricchita di dati provenienti dagli Stati che hanno optato per una svolta riformista. 

Ciò che suscita il maggior interesse è la seconda parte dell’opera, incentrata su proprietà e versatilità di sfruttamento agroindustriali della Cannabis, nonché utile a confutare il banale luogo comune che ha spesso inquadrato questa pianta come nulla più di una pericolosa sostanza stupefacente. L’espressione “dalla tradizione al futuro”, utilizzata dall’autore, ne rappresenta la miglior sintesi: tramite un viaggio che si muove avanti e indietro nel tempo, Catania traccia una panoramica storica e culturale degli impieghi industriali della Cannabis, tra usanze del passato e innovazioni tecnologiche. 

Con la terza ed ultima parte si approfondiscono infine quegli aspetti medici e terapeutici che, in tempi recenti, hanno costituito il principale centro di interesse da parte dell’opinione pubblica.
Mai come in questo momento, infatti, la Cannabis si sta rivelando un’indiscussa protagonista nell’ambito della ricerca scientifica: gli oltre 4300 studi pubblicati nel 2022, che hanno fatto registrare un record assoluto, sono lì a dimostrarlo.

In generale, il pregio della disamina attuata da parte dell’autore consiste nella grande mole di riferimenti che fungono da base alla trattazione. Peculiarità che, in aggiunta, è in grado di arricchire l’esperienza della lettura, rendendola tanto godibile quanto scorrevole.   

Considerando che, nell’ultimo secolo, quella della Cannabis è stata una storia avversata dallo stigma, è proprio grazie a contributi come quello di Catania che è possibile tornare a inserire il dibattito in un’ottica di normalizzazione e oggettività.  

In Cannabis. Il futuro è verde canapa sono sintetizzati, con incredibile efficacia, approfondimenti giuridici e legislativi, argomentazioni scientifiche, risvolti biografici. E uno scambio di battute imperdibile con George Jung, il Boston George consegnato all’immortalità dal film Blow.  

Se poi ci aggiungiamo anche la ciliegina sulla torta, costituita dalla prefazione di Raphael Mechoulam, il risultato è un’opera che non potrà mancare nella vostra libreria antiproibizionista.   

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