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Alla Scoperta Della Cannabis Legale: Uruguay

Di Leonardo Fiorentini Il 10 dicembre 2013 il senato dell’Uruguay ha approvato la proposta di legge del governo guidato da Pepe Mujica, che ha portato alla legalizzazione della cannabis ad uso ludico e medico nel civile…

Data
30 settembre 2020
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2 min

Di Leonardo Fiorentini

Il 10 dicembre 2013 il senato dell’Uruguay ha approvato la proposta di legge del governo guidato da Pepe Mujica, che ha portato alla legalizzazione della cannabis ad uso ludico e medico nel civile paese sudamericano. La legge che regola la produzione ed il consumo di cannabis prevede 3 modalità di accesso legale: l’auto-coltivazione (6 piante per massimo 480 grammi di produzione annua), la partecipazione ad un’associazione di consumatori e l’acquisto in farmacia. In tutti i casi è necessaria una registrazione ed una scelta di una sola delle modalità di rifornimento. La registrazione è gratuita, ma è stata ovviamente vista da molti come un ostacolo alla emersione dei consumatori, peraltro ancor più comprensibile in un paese che ha conosciuto la dittatura.

I registri sono tenuti e gestiti dal neonato Istituto per la Regolazione ed il Controllo della Cannabis (IRCCA).

A maggio 2017 l’IRCCA ha reso noto che un gruppo di 16 farmacie e una catena di farmacie ha aderito volontariamente al sistema di distribuzione, mentre altre 15 sono prossime a firmare il contratto. La cannabis costerà al consumatore 1,30 euro al grammo, con un limite massimo di 40 grammi al mese, preparate in confezioni da 5 e 10 grammi. Il prezzo è formato dal compenso del produttore, a cui la cannabis sarà pagata 0,90 dollari al grammo, dal margine del 20% concesso alla farmacia distributrice e da un 10% che l’IRCCA destinerà a programmi di prevenzione.

Ora bisognerà capire se e come la produzione “statalizzata” dal luglio 2017 riuscirà o meno a soppiantare il mercato nero. La vendita in farmacia di cannabis a consumatori “ludici” è iniziata a fine luglio, con code nelle farmacie che per prime hanno reso disponibile il prodotto legale. Si è stimato che la richiesta di cannabis in Uruguay possa arrivare alle 40 tonnellate annue. Le stime sulla produzione, circa un decimo della domanda, il numero piuttosto esiguo di consumatori registrati e una rete distributiva al momento limitata, sembrano rendere necessari alcuni aggiustamenti. Se per quanto riguarda l’auto-coltivazione il numero dei registrati comincia ad avvicinarsi alle stime delle persone che si autoproducono cannabis in Uruguay (circa 10.000), dal lato dell’offerta statale in farmacia l’unico dato che al momento pare non essere problematico è il prezzo, assolutamente concorrenziale con la marijuana paraguayana venduta al mercato nero.

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