• Home
  • RELAZIONE EUROPEA SULLA DROGA 2021: LEGALIZZARE LA CANNABIS È UNA PRIORITÀ

RELAZIONE EUROPEA SULLA DROGA 2021: LEGALIZZARE LA CANNABIS È UNA PRIORITÀ

18 Giugno 2021 Giovanni Brajato Comments Off

Di Federica Valcauda

Il mondo delle sostanze negli ultimi 25 anni si è voluto, fino a diventare oggi un mercato in grado di espandersi in modi differenti. Già all’interno della Relazione Europea sulla Droga del 2020 veniva rilevato come la produzione in Europa si amplia  diversifica, in un contesto in cui aumentano il numero di laboratori e siti di produzione di sostanze: questa nuova modalità viene confermata dalla relazione del 2021, accompagnata dalla preoccupazione derivante dai dati che dicono come il mercato europeo oggi sia caratterizzato da una vasta gamma di sostanze, alcune sconosciute (come la famose NPS) che a causa della poca conoscenza in materia rischiano di essere pericolose per la salute delle persone.  

Viene immediatamente rigettato il pensiero che il Covid abbia rallentano i traffici, certamente gli scambi al dettaglio risultano essere minori, ma la disponibilità di internet e del dark web ha permesso ugualmente l’approvvigionamento ai consumatori di sostanze. Questa evidenza la vediamo anche a livello italiano, come riportato dalla Direzione Investigativa Antimafia sui dati del 2020: viene segnalato come alcune attività illecite in cui sono coinvolte le mafie abbiano avuto una diminuzione durante il lockdown: alcune, tranne il traffico e la produzione di sostanze stupefacenti, che ha subito un aumento rispetto allo stesso periodo del 2019. L’ammissione arrivò già a fine Marzo 2020 da parte del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, che all’interno di un’intervista a Radio24 sostenne che “ad alto livello le mafie continuano a muoversi sui porti della fascia tirrenica, tonnellate di cocaina continuano ad arrivare e vengono immesse sul mercato: i traffici di droga non conoscono la crisi”. 

A livello europeo quindi si dovrà affrontare il problema dell’iper disponibilità, con la giusta attenzione, come ricorda Laura D’Arrigo, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’EMCDDA:  ‘Poiché i problemi della droga in Europa continuano a evolversi, anche la risposta dell’Europa deve farvi fronte. La crisi COVID-19 ci ha dimostrato il valore delle informazioni scientifiche, basate su dati oggettivi e comparabili tra i paesi. La relazione odierna fornisce un’analisi tempestiva per aiutare i decisori politici a tenere il passo con le nuove tendenze e sviluppi e a individuare i settori che richiedono un intervento rapido. La nuova strategia dell’UE in materia di droga non solo definisce per noi la via da seguire, ma rafforzerà ulteriormente la nostra capacità di agire di concerto per proteggere la salute, il benessere e la sicurezza dei cittadini dell’UE’. 

LA CANNABIS: NECESSARIA REGOLAMENTAZIONE EUROPEA

Il report in questione evidenzia come sia complesso comparare differenti paesi con legislazioni molto differenti in materia, con la conclusione di sperare unicamente che siano i Paesi stessi ad adottare le migliori pratiche per la risolvere i problemi relativi alle tossicodipendenze e alla poca conoscenza delle nuove sostanze. 

Sarà complesso mettere d’accordo 27 Stati membri, forse attualmente impossibile di fronte a questo Parlamento Europeo, ma se la tutela della salute pubblica e lo sviluppo economico sono due elementi di valore dell’Unione Europea, non possiamo nascondere come l’attuale illeicità della Cannabis faccia il gioco della criminalità organizzata e di chi ha l’interesse di trarre profitto su questa sostanza, sulla pelle delle persone. 

Credo siano due i punti fondamentali da tenere in considerazione: emerge dai dati come le varietà di cannabis sul mercato nero siano, per motivi di modificazione chimica, più potenti e pericolose. Questo significa che molto spesso i consumatori fumano una sostanza che non è quella naturale, diversa quindi da quella che si prefiggevano di assumere: eppure, sarebbe così semplice legalizzare la cannabis per far si che i consumatori abbiano una garanzia di qualità. Sarebbe così semplice permettere quantomeno, a breve termine, l’autocoltivazione. 

Il secondo punto ha a che fare, ancora, con i consumatori: sono 6 milioni in Italia,  

22,2 milioni i consumatori all’interno dell’Unione Europea (15-64 anni). 

Sono 22 milioni di persone, che tranne in alcuni paesi dove esiste una legalizzazione parziale, tutti i giorni lottano direttamente con la giustizia e indirettamente con la criminalità organizzata

L’emersione di questo mercato permetterebbe di attuare delle migliori politiche di riduzione di danno ed informazione rispetto al mondo delle droghe pesanti, concentrandosi al meglio sui casi che sviluppano atteggiamenti problematici con le sostanze. Lo spreco delle risorse si rileva a tutti i livelli, con l’unico vantaggio appannaggio di chi gestisce i mercati invisibili, a discapito delle persone.